Le basi motorie delle azioni congiunte

Quando le persone agiscono di proposito insieme, come possono le loro azioni e i loro pensieri essere coordinati attorno a un obiettivo collettivo? Una risposta a questa domanda può essere estratta dal concetto di intenzione “condivisa” o “collettiva”. Questa risposta è ampiamente accettata in molti casi, ma è valida per tutti i casi? O ci sono casi in cui qualche altra struttura psicologica spiega come azioni e pensieri possono essere coordinati attorno a obiettivi collettivi? Essendo l’uomo un essere sociale, il saper agire insieme ad altre persone è una parte preponderante della funzionalità dell’individuo nella società. Inoltre, numerosi studi hanno mostrato che disturbi psichiatrici, come la schizofrenia, sono caratterizzati da ridotte abilità sociali associate a disfunzioni dei circuiti neurali legati alle rappresentazioni delle azioni. Tuttavia ad oggi poche ricerche hanno affrontato direttamente questa questione. L’obiettivo principale di questo progetto è quello di testare se, durante l’esecuzione di azioni congiunte, ciò che consente il coordinamento interpersonale di azioni e pensieri attorno agli obiettivi collettivi dipende da rappresentazioni motorie piuttosto che da intenzioni condivise. Nello specifico, la domanda sperimentale è: nelle azioni congiunte lo scopo collettivo può essere rappresentato a livello motorio? Per rispondere, studieremo il coordinamento interpersonale non solo a livello comportamentale ma anche a livello neuronale, attraverso la combinazione di TMS-EEG.

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