Registrazione di un EEG


L’elettroencefalogramma (EEG) corrisponde a variazioni dell’attività elettrica cerebrale spontanea registrate nel tempo mediante elettrodi posti sullo scalpo. Dall’EEG spontaneo è possibile, attraverso alcune procedure di analisi, estrarre i potenziali evento-relati (ERPs), che consistono in modificazioni dell’attività elettrica cerebrale relate ad eventi interni od esterni all’individuo, come stimolazioni sensoriali, compiti cognitivi od azioni motorie.

Le procedure di rilevazione dell’EEG e degli ERPs sono le stesse e comprendono: l’applicazione degli elettrodi sui siti di interesse, l’amplificazione ed il filtraggio del segnale, la sua registrazione ed eventuale elaborazione.

Nei nostri laboratori si utilizzano solamente elettrodi di superficie (non sono impiegati aghi), che vengono fissati alla cute con l’ausilio di collarini adesivi o di semplice cerotto. In particolare disponiamo di:

- elettrodi a coppetta, in stagno e in argento rivestito di cloruro d’argento (Ag/AgCl), del diametro di 10 mm;

- elettrodi di riferimento, in stagno, in rame e in argento rivestito di cloruro d’argento (Ag/AgCl);

- elettrodi a disco, in argento rivestito di cloruro d’argento (Ag/AgCl) sinterizzati, del diametro di 10 mm;

- elettrodi biadesivi monouso (2x3 cm e 1,5x2 cm);

- elettrodi ad anello in acciaio inossidabile;

- electrode washers;

- elettrodi quick-insert;

- elettrodi di terra in velcro (a strappo).

Per registrare da un numero considerevole di punti dello scalpo si ricorre all’utilizzo di cuffie realizzate in tessuto elasticizzato (per garantire sempre una perfetta aderenza) con gli elettrodi già incorporati e predisposti secondo la disposizione standardizzata dei siti. Le cuffie che utilizziamo sono:

- cuffia precablata con 23 elettrodi in stagno;

- cuffia precablata con 48 elettrodi in stagno;

- cuffia precablata con 29 elettrodi cefalici, 2 elettrodi di riferimento e 4 elettrodi poligrafici in stagno.

Prima di applicare gli elettrodi è necessario ridurre la naturale tendenza isolante della pelle pulendo e sgrassando accuratamente la regione d’interesse. Dapprima si strofina con una miscela d’alcool, poi, utilizzando un’apposita pasta abrasiva si provoca una fine dermoabrasione attraverso frizione meccanica con lo scopo di rimuovere sebo e cellule morte. Ultimata la pulizia si procede con l’applicazione degli elettrodi, il cui interno viene riempito con un gel elettroconduttore mediante una siringa con ago smussato. Questo ha il duplice scopo di creare un contatto ottimale elettrodo-cute, favorendo in tal modo la conduzione del segnale, e di ammortizzare eventuali movimenti, mantenendo un’adesione costante tra elettrodo e pelle. La procedura di preparazione della cute e di applicazione degli elettrodi è indolore e non provoca danni al cuoio capelluto.

Una volta applicati gli elettrodi si controllano le impedenze elettrodiche, per verificare che si trovino ad un valore inferiore ai 5 Khom. In caso contrario viene applicata nuovamente la pasta abrasiva ed il gel elettroconduttore.

Per quanto riguarda l’apposizione degli elettrodi si ricorre a due derivazioni standard, a seconda degli specifici quesiti sperimentali: in quella monopolare un elettrodo viene posto in un sito attivo mentre l’altro (detto di riferimento) in un sito elettricamente neutro (ad es. il mastoide, la punta del naso, il lobo dell’orecchio, il mento); questo tipo di registrazione evidenzia il livello assoluto di attività elettrica sottostante il sito attivo; nella derivazione bipolare, invece, tutti e due gli elettrodi sono posti su siti attivi dell’area di interesse e il segnale rilevato corrisponde effettivamente alla differenza che emerge tra le attività dei due siti. L’insieme delle derivazioni registrate simultaneamente costituisce un montaggio. A seconda del montaggio, gli elettrodi vanno posizionati sulla cute avendo cura di rispettare alcune corrispondenze tra aree corticali e sito di apposizione; a questo scopo si segue la dislocazione standardizzata detta “Sistema Internazionale 10/20” (AEEGS 1991).

Contemporaneamente all’attività elettrica cerebrale vengono registrati i movimenti oculari orizzontali e verticali (EOG) e le possibili risposte muscolari (EMG) del soggetto. La registrazione dell’EOG corrisponde a variazioni di potenziale causate dal movimento dell’occhio, che elettricamente è definito dipolo sclero-corneale, ed avviene mediante degli elettrodi bipolari posti sull’orbicolare dell’occhio. Il segnale relativo si presenta generalmente sotto forma di frequenze lente ed ampie. L’attività elettromiografica viene registrata mediante elettrodi bipolari posti sopra i muscoli d’interesse, è dovuta alla contrazione muscolare che si verifica sotto gli elettrodi ed è caratterizzata, generalmente, da frequenze molto rapide.

Ciascun elettrodo è munito di cavetto e di spinotto terminale con il quale viene collegato all’amplificatore tramite una scatola di derivazione (testina). Il segnale è amplificato in fase d’acquisizione di 20.000 volte e un filtro passa banda taglia le frequenze inferiori o superiori ad una banda definita dalle caratteristiche del protocollo sperimentale (ad esempio per compiti che implicano stimoli visivi a 0.03Hz-100Hz). In seguito il segnale analogico è trasformato in digitale con una frequenza di campionamento a 250 Hz (un punto ogni quattro millisecondi). Tutte le altre analisi relative all’elaborazione dei segnali biologici e comportamentali (tempi di reazione o risposte verbali) sono effettuate successivamente, a registrazione finita, mediante software dedicato su PC commerciali ed è effettuata da Laureati in Medicina o in Ingegneria o in Fisica o in Psicologia.

Tutte le strumentazioni che vengono utilizzate nei nostri laboratori per la gestione dei biosegnali (EEG, EMG, EOG) sono apparecchiature commerciali. In particolare disponiamo:

- di un Elettroencefalografo BrainAmp 32 canali e di un Elettromiografo Myto, versione “EMG system”.

- di un amplificatore Neuroscan Synamps a 32 canali, programmabile per via software, e del pacchetto per l’elettroencefalografia ed i potenziali evocati Neuroscan Scan4, che offrono capacità di registrazione in AC o DC e di elaborazione del segnale.

Le apparecchiature che vengono utilizzate nei laboratori per la stimolazione o per la somministrazione di compiti sono:

- uno schermo al plasma Acer FP553, per la presentazione degli stimoli visivi;

- due casse acustiche GBC (KL-150, 50 W, 8W) e un paio di cuffie Telephonics, per le stimolazioni acustiche;

- due stimolatori di corrente costante monofasici STM140, forniti dalla società H.T.L., per l’evocazione dei Potenziali Evocati Somatosensoriali e dei Potenziali Evocati Dermatomerici;

- uno stimolatore somatosensoriale ed uno multisensoriale in dotazione con l’Elettroencefalografo SIRIUS.

Fra i dispositivi di risposta e di reazione disponiamo, invece, di un microfono (Labtec AM-22) e di una response-box (Cedrus).

Soggetto ed apparecchiature sono forniti di una messa a terra per impedire che il soggetto venga investito da correnti elevate.

Una registrazione standard in genere comprende:

- Spiegazione di tutte le procedure utilizzate e compiti da svolgere durante la registrazione al paziente\soggetto.

- Presa visione del consenso informato.

- Preparazione del paziente\soggetto: vengono pulite e sgrassate accuratamente le regioni d’interesse come descritto precedentemente; viene fatta indossare la cuffia al paziente\soggetto e gli si applicano gli elettrodi per la registrazione dei movimenti oculari e dell’attività elettromiografica; quindi si espletano tutte le operazioni necessarie per ottenere una conduzione ottimale del segnale.

- Il paziente\soggetto viene fatto sedere comodamente su una poltrona all’interno di una cabina caratterizzata da un isolamento acustico ed elettrico (Camera silente faradizzata per EEG ad alta definizione), in condizioni d’assoluta tranquillità. Questo per evitare che il soggetto venga distolto dal proprio compito e che l’attività EEG venga contaminata da corrente parassita quale, ad esempio, la corrente di rete.

- Registrazione dell’EEG per almeno cinque minuti in condizione di base all’inizio ed alla fine della registrazione, durante i quali si chiede al paziente\soggetto di aprire e chiudere alcune volte gli occhi per valutare la qualità del segnale e si effettua la calibrazione.

- Inizia il compito cognitivo comportamentale specifico (vedi singoli progetti di ricerca). Il compito sperimentale potrebbe consistere nel riconoscimento di un suono raro rispetto ad una serie di suoni d’identica intensità che il soggetto\paziente dovrebbe codificare in relazione alle istruzioni date, ad esempio mediante un movimento del dito indice della mano destra. Questa procedura è ripetuta nello stesso modo con gli stessi stimoli, un numero sufficiente di volte per permettere la raccolta delle informazioni necessarie per le analisi del segnale.

- Registrazione della posizione degli elettrodi posti sullo scalpo, attraverso l’uso dell’apparecchio commerciale 3D Digitizer Polhemus Fastrak (1 stilo e 3 ricevitori). All’inizio si individuano sulla testa del soggetto le posizioni corrispondenti ai quattro classici punti craniometrici: Nasion (N), Inion (I) e i 2 punti pre-auricolari sinistro (A1) e destro (A2). Dopo averli segnati con un marker sulla testa del soggetto, si pongono in modo stabile sulla stessa i 3 ricevitori R2, R3 e R4, rispettivamente in vicinanza di A1, A2 ed N. Il cubo trasmettitore del campo magnetico deve essere posizionato in modo stabile all’altezza del mento del soggetto e vicino ad esso. In seguito, attraverso l’uso di una stilo, vengono "digitalizzate" la posizione dei 4 punti craniometrici di riferimento e, successivamente, la posizione dei singoli elettrodi. Tali posizioni sono riferite ad un sistema di riferimento solidale con la testa del soggetto, che viene realizzato mediante i 3 ricevitori, e che consente di tener conto di eventuali movimenti della testa del soggetto durante la digitalizzazione. Questa procedura permette di riportare sulla MRI individuale i punti registranti, consentendo, quindi, di "accoppiare” dati anatomici (MRI) e funzionali (EEG, ERP o altro).


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