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Il ruolo del lobo frontale sinistro
nella denominazione di azioni: uno studio rTMS
Introduzione. La capacità di denominare oggetti ed azioni
dipende da aree cerebrali che non sono interamente sovrapponibili
(Daniele et al., 1994; Damasio e Tranel, 1993). L’ipotesi
di un ruolo importante delle aree prefrontali dell’emisfero
di sinistra nella denominazione di azioni è stata confermata
da uno studio clinico (Cappa et al., 1998), che ha dimostrato la
particolare compromissione dei pazienti affetti da demenza frontotemporale
in questo compito; evidenza convergente proviene da uno studio eseguito
con Tomografia ad Emissione di Positroni (PET) in soggetti normali,
impegnati in un compito di decisione lessicale su nomi o su verbi
(Perani et al., 1999). Con la presente ricerca ci siamo proposti
di verificare l’effettivo coinvolgimento funzionale delle
aree prefrontali nel compito di denominazione di azioni utilizzando
la metodologia rTMS.
Metodi. Ai soggetti erano presentate figure di azioni e di oggetti
ed il loro compito era di denominare tali figure.
Sono state utilizzate 30 figure per ogni categoria, controllate
per frequenza lessicale.
L’area si stimolazione era la corteccia prefrontale dorsolaterale
(DLPFC) sinistra e la corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC)
destra.
L’esperimento comprendeva tre blocchi pseudorandomizzati e
controbilanciati tra i soggetti secondo l’ordine di presentazione.
Ogni blocco era costituito da 20 figure (10 azioni e 10 oggetti)
e riguardava un diverso sito di stimolazione (DLPFC sx, DLPFC dx
e Sham). Il treno di impulsi era somministrato ad una frequenza
di 20 Hz (10% sotto soglia motoria) per la durata di 500 ms a partire
dalla comparsa degli stimoli sullo schermo.
Sono stati testati nove soggetti normali. L’analisi dei risultati
conferma il coinvolgimento della corteccia prefrontale dorsolaterale
sinistra (DLPFC) nella denominazione di azioni mentre la denominazione
di oggetti non è modulata dalla stimolazione delle aree prefrontali.
Conclusioni. L’ipotesi che una consistente componente delle
differenze di localizzazione cerebrale legate alla classe dei verbi
sia dovuta a caratteristiche semantiche è supportata da una
serie di studi relativi nell’osservazione e nella rappresentazione
dell’azione. Nei primati, i “mirror neurons”,
attivi sia quando un’azione è effettivamente eseguita
dalla scimmia, sia quando è eseguita dallo sperimentatore
e osservata dalla scimmia (Gallese et al., 1996), sono stati descritti
nella parte rostrale dell’area inferiore 6 (F5). I dati emersi
dal nostro studio potrebbero quindi essere collegati al ruolo centrale
della corteccia frontale dorsolaterale di sinistra nella rappresentazione
semantica dell’azione e nel riconoscimento di eventi motori.
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