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Il ruolo della corteccia prefrontale nella memoria
episodica verbale: uno studio rTMS
INTRODUZIONE.
La nostra
precedente esperienza con un compito di memoria di riconoscimento
non verbale a lungo termine (Rossi et al., 2001) ha confermato,
mediante l’uso della rTMS, il ruolo funzionale delle aree
prefrontali di sinistra nella fase di encoding e di destra nella
fase di retrieval, in accordo con il modello Hemispheric Encoding
Retrieval Asymmetry (Tulving et al., 1994). Con la presente ricerca
ci si attende di ottenere un effetto interferenza della rTMS sulle
prestazioni di memoria nelle condizioni in cui la rTMS è stata
applicata a sinistra durante l’encoding, oppure a destra durante il
retrieval, ci si attende inoltre che l’effetto sia limitato alle
coppie “nuove” (arbitrarie), dato che nell’esperimento di Rossi et
al. l’effetto di interferenza era osservabile solo nei soggetti “naive”.
METODO.
Sono stati testati
12 soggetti (4 maschi e 8 femmine) di età compresa tra i 20 e i 34
anni (media: 27). Il protocollo è stato approvato dal Comitato
Etico. Tutte la parole utilizzate erano concrete e ad alto valore
immaginativo. L’esperimento comprendeva 6 blocchi in encoding e 6
blocchi in retrieval, pseudorandomizzati e controbilanciati tra i
soggetti secondo l’ordine di presentazione. Per ciascun blocco,
nella fase di encoding, erano presenti16 coppie di parole (8
associate e 8 arbitrarie), mentre nella fase di retrieval erano
presenti le 16 prime parole delle coppie ed inoltre 16 parole già
viste durante il compito di encoding e 16 parole-nuove (distrattori).
Durante la fase di encoding al soggetto venivano presentate coppie
di parole con legame associativo (es. SCIMMIA-BANANA) o arbitrario
(es. PRUGNA-DIVANO). Il compito del soggetto era di giudicare se le
coppie di parole avevano un legame associativo, premendo il pulsante
di sinistra se le coppie erano associate ed il pulsante di destra se
le coppie erano arbitrarie. I sei blocchi nella fase di encoding
avevano 6 blocchi corrispondenti nella fase di retrieval (un’ora più
tardi), nei quali la prima parola della coppia (al centro dello
schermo) era presentata insieme alla parola del compito precedente e
ad una parola nuova (distrattore). Queste due parole erano
presentate sotto, a sinistra e a destra, della prima parola. Il
compito del soggetto era il riconoscimento della parola e doveva
premere il pulsante di sinistra o destra corrispondente alla
posizione spaziale della parola riconosciuta come già vista. Ogni
trial consisteva di un punto di fissazione (croce) al centro dello
schermo per 1500 ms, seguito dalla comparsa degli stimoli che
restavano sullo schermo per 2000 ms. Il treno di impulsi veniva
somministrato ad una frequenza di 20 Hz (10% sopra la soglia
motoria) per la durata di 500 ms a partire dalla comparsa degli
stimoli sullo schermo. Il soggetto era istruito a rispondere quando
sullo schermo compariva un cerchio verde (“go signal”). Nei blocchi
1 e 2 non c’era stimolazione durante il retrieval e la rTMS era
applicata, durante l’encoding, nella corteccia prefrontale sinistra
(S-Enc) o destra (D-Enc); nel blocco 3 veniva utilizzata una
simulazione di stimolazione (Sham), nel corteccia prefrontale
sinistra durante l’encoding e in quella destra durante il retrieval;
nei blocchi 4 e 5 non c’era stimolazione durante l’encoding e la
rTMS era applicata, durante il retrieval, nella corteccia
prefrontale sinistra (S-Ret) o destra (D-Ret); nel blocco 6 non era
applicata nessuna stimolazione (Baseline). Per ogni parola target
sono state scelte due parole. Per quanto riguarda le coppie di
parole con legame associativo, le norme di associazione sono state
ricavate dal database psicolinguistico DPSS (Peressotti, Pescairelli
e Job, in press) (http://dpss.psy.unipd.it/psydata/associations). Lo
stimulatore usato era un Magstim rapid. L’area di stimolazione era
la corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC) sinistra e la
corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC) destra. I dati sono
stati analizzati utilizzando le percentuali di errore. Si è
proceduto con un’analisi globale della varianza (ANOVA) a misure
ripetute. I fattori testati erano i seguenti: “categoria” (associate
vs. arbitrarie) e “blocco” (S-Enc, D-Enc, Sham, S-Ret, D-Ret e
Baseline). Inoltre, abbiamo effettuato un’analisi della varianza (ANOVA)
a misure ripetute specifica per verificare il modello HERA con i
seguenti fattori: “categoria” (associate vs. arbitrarie), “emisfero”
(destra vs. sinistra) e “condizione di stimolazione” (encoding vs.
retrieval). I confronti post-hoc sono stati effettuati con Wilcoxon
signed rank test.
RISULTATI.
L’analisi dei
risultati mostra che la percentuale di errore è significativamente
più alta nelle condizioni di stimolazione a destra (D-Enc) e a
sinistra (S-Enc) nella fase di encoding e a destra (D-Ret) nella
fase di retrieval rispetto alla condizione di stimolazione a
sinistra in retrieval (S-Ret), a quella simulata (Sham) e
all’assenza di stimolazione (Baseline). Questo effetto è inoltre
limitato solo alle coppie di parole arbitrarie. Questo effetto
bilaterale in encoding non conferma, per quanto riguarda la fase di
encoding, il modello HERA, il quale prevede un’attivazione a
sinistra in encoding e a destra in retrieval. L’effetto a destra in
encoding è spiegabile con la teoria del doppio codice di Paivio
(1986), la quale prevede, per parole concrete ad alto contenuto
immaginativo, sia una codifica di tipo verbale (emisfero di
sinistra) che una codifica per immagini mentali (emisfero di
destra). L’effetto a destra in retrieval conferma pienamente il
modello HERA. Il fatto che questi dati siano limitati alle sole
coppie di parole arbitrarie, indica chiaramente che la corteccia
prefrontale dorsolaterale è coinvolta quando un’informazione nuova
deve essere immagazzinata o ricordata.
CONCLUSIONI.
I dati confermano
parzialmente l’ipotesi iniziale. Abbiamo riscontrato un effetto
bilaterale nella fase di encoding e un effetto a destra nella fase
di retrieval limitato solo alle coppie arbitrarie. I risultati
emersi concordano con il modello HERA solo nella fase di Retrieval
ed evidenziano il ruolo della corteccia dorsolaterale prefrontale
nella formazione di tracce mnestiche per stimoli con caratteristiche
di novità.
RIFERIMENTI
BIBLIOGRAFICI.
Paivio, A.
(1986). Mental representations: A dual coding theory. London: Oxford
University Press.
Peressotti, F.,
Pesciarelli, F., & Job, R. (in press). Le associazioni verbali PD/DPSS
norme per 294 parole. Giornale Italiano di Psicologia.
Rossi, S.,
Cappa, S.F., Babiloni, C., Pasualetti, P., Miniussi, C., Carducci,
F., Babiloni, F., Rossini, P.M. (2001). Prefrontal cortex in
long-term memory: an “interference” approach using magnetic
stimulation. Nature Neuroscience, 9, 948-952.
Tulving, E.,
Kapur, S., Craik, F.I.M., Moscovitch, M., & Houle, S. (1994).
Hemispheric encoding/retrieval asymmetry in episodic memory.
Positron Emission tomography findings. Proceedings of the National
Academy of Science USA, 91, 2016-2020.
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