Il ruolo del lobulo parietale inferiore nell’elaborazione della grandezza numerica: uno studio rTMS

 

INTRODUZIONE

La capacità di elaborare i numeri e di “far di conto” è indispensabile per svolgere molte attività quotidiane. Esistono due capacità che stanno alla base dell’elaborazione numerica: 1) essere in grado di categorizzare il mondo in termini di numerosità ed infatti è stato constatato che già bambini piccolissimi e molte specie animali sono capaci di farlo (Wynn, 1995; Rumbaugh e Washburn, 1993); 2) essere in grado di mettere queste numerosità in ordine di grandezza, dal momento che questa capacità è fondamentale per l’idea di numerosità. E’ quindi importante esaminare il modo in cui il cervello rappresenta la dimensione del numero. La presenza di un effetto distanza (RTs più lenti con coppie semanticamente “vicine” (es. 2 3) che con coppie semanticamente “lontane” (es. 1 7)) è indicativo di un’elaborazione automatica dell’informazione numerica e di un accesso ad una rappresentazione analogica che si basa su una quantità semantica. Esistono alcuni studi di neuroimaging che evidenziano un coinvolgimento del lobulo parietale inferiore durante lo svolgimento di questo compito (Chochon et al., 1999; Pesenti et al., 2000; Pinel et al., 1999; 2001; Göbel et al., 2001).Con la presente ricerca ci proponiamo di esaminare, utilizzando la metodica della stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS), il contributo che queste regioni cerebrali hanno nell’accesso alla rappresentazione della quantità numerica.

METODI

Sono stati testati 9 soggetti destrimani. Durante la fase sperimentale erano presentate sullo schermo di un computer due cifre (dal 1 al 9) ed il soggetto doveva decidere, il più velocemente possibile, quale dei due numeri era il più grande, premendo il tasto sinistro o destro in accordo con la posizione della cifra. Contemporaneamente alla presentazione degli stimoli, il soggetto era stimolato per 225 ms ad una frequenza di 15 Hz. L’esperimento comprendeva 3 blocchi controbilanciati tra i soggetti ed ogni blocco era costituito da 36 coppie di numeri e riguardava una diversa area di stimolazione (parietale sx, parietale dx e Sham).

RISULTATI

Solamente i tempi di reazione corretti hanno contribuito all’analisi dei dati. I dati sono stati analizzati utilizzando un ANOVA con il “sito di stimolazione” (sinistra, destra, sham) e “distanza semantica” (coppie vicine, coppie lontane) come fattori entro i soggetti. Il fattore distanza semantica è risultato significativo [F(1,161)=119.528; p<.001]. L’elaborazione delle coppie semanticamente “vicine” (450 ms) è risultata più lenta rispetto a quella delle coppie semanticamente “lontane” (399 ms). Il fattore sito di stimolazione è risultato significativo [F(2,322)=15.259; p<.001]. Dall’analisi dei contrasti, utilizzando T-Test, è emerso che i tempi di reazione durante la stimolazione a sinistra (438 ms) erano significativamente più lenti dei tempi di reazione durante la stimolazione sia a destra (419 ms) che sham (418 ms) (p<.001).

CONCLUSIONI

Dall’analisi dei dati emerge una conferma dell’effetto distanza. Inoltre la rTMS applicata a sinistra conduce ad una prestazione significativamente più lenta rispetto alla stimolazione applicata a destra ed alla stimolazione sham. Questi dati sono consistenti con gli studi effettuati con pazienti e con gli studi di neuroimaging che enfatizzano il ruolo del lobulo parietale inferiore di sinistra nell’elaborazione numerica (Cipolotti et al., 1991; Warrington et al., 1986; Pinel et al., 1999; Pesenti et al., 2000; Fias et al., 2003; Fulbright et al., 2003). Questo studio conferma il ruolo del lobulo parietale inferiore di sinistra nella rappresentazione della quantità numerica.

 

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